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Gli esperti fanno appello alla prudenza e a un dibattito etico sull’applicazione del nuovo sistema di editing genetico CRISPR-Cas9

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La nuova tecnica di editing genetico permette di tagliare con estrema precisione ed accuratezza il DNA di qualsiasi tipo di cellule per correggere alterazioni di geni che causano malattie gravi

Los expertos piden prudencia y un debate ético sobre la aplicación del nuevo sistema de edición genética CRISPR-Cas9
Da sinistra a destra, i dottori Rita Vassena, Juan Cruz Cigudosa, Paula Río e Lluís Montoliu.

Diversi esperti spagnoli in editing genetico si sono mostrati oggi d’accordo nel fare appello alla prudenza e nel reclamare un dibattito etico riguardo l’applicazione del CRISPR/Cas9, la nuova tecnica di editing genetico che permette di tagliare con estrema precisione ed accuratezza il DNA di qualsiasi tipo di cellule per correggere alterazioni di geni che causano malattie gravi.

L’Ordine dei Medici di Madrid ha accolto questa mattina la giornata “CRISPR/Cas-9. Manuale di istruzioni dell’editing genetico”, organizzata dal Gruppo Eugin. All’evento hanno partecipato come relatori Lluís Montoliu, ricercatore del Centro Nazionale di Biotecnologia (CNB-CSIC) e CIBER (Centro di Ricerca Biomedica in Rete) delle Malattie Rare; il dottore Juan Cruz Cigudosa, presidente dell’Associazione Spagnola di Genetica Umana (AEGH); la dottoressa Paula Río, della Divisione di Terapie Innovative del sistema ematopoietico del CIEMAT e CIBER delle Malattie Rare, e Rita Vassena, direttrice scientifica del Gruppo Eugin -rete di cliniche di riproduzione Assistita- e membro del Comitato Esecutivo dell’ESHRE (Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia).

Il sistema CRISPR/Cas-9 ha rivoluzionato la genetica ed ha alimentato le speranze di molti pazienti che soffrono di malattie ereditarie. “Siamo di fronte a un cambiamento che è arrivato per restare”, ha indicato Montoliu, collaboratore di colui che è considerato uno dei genitori di questa tecnica, il microbiologo spagnolo Francisco Juan Martínez Mojica, nella lista dei possibili vincitori del Nobel negli ultimi anni. Per adesso questo sistema non è ancora arrivato alla pratica clinica, ai pazienti -ad eccezione di una ricerca realizzata in Cina con pazienti affetti da tumore al polmone in fase terminale-, nonostante si stia provando con successo in laboratorio, con modelli animali e cellulari. E perfino con embrioni umani generati solo per fare ricerca, come ha pubblicato quest’estate un gruppo di scienziati di Cina, Corea del Sud e Stati Uniti.

El Grupo Eugin organiza su primera jornada sobre edición genética

Un’applicazione sulla quale bisogna avere cautela

“Nel CRISPR, il limite è l’immaginazione”, afferma Montoliu. Tuttavia è stato lo stesso Montoliu, insieme agli altri relatori, a mettere dei freni durante la giornata di Eugin. “Sono sicuro che i CRISPR arriveranno nelle cliniche, ma non dovrebbe succedere fino a che non saremo in grado di ridurre al massimo i rischi”, ha segnalato. Come si è constatato in diverse ricerche, l’applicazione del CRISPR ha basse percentuali di efficacia, meno del 10 per cento.  Tra le altre avversità, è stato rilevato che la sua applicazione in una sequenza concreta del genoma causa modifiche e mutazioni indesiderate in altre sequenze del genoma, ha spiegato Montoliu.

“Il CRISPR è un sogno per i genetisti, è un grande strumento di lavoro ma è importante chiedersi prima che cosa se ne vuole fare: Non esageriamo”, ha indicato il dottor Juan Cruz Cigudosa, presidente dell’Associazione Spagnola di Genetica Umana. La Dottoressa Paula Río ha spiegato che questo nuovo sistema di editing genetico dà speranze per pazienti colpiti da malattie come l’anemia di Fanconi, ma è ancora presto per fare il grande salto nella clinica quotidiana.

A sua volta, anche Rita Vassena, direttrice scientifica del Gruppo Eugin, ha sottolineato la necessità di un dibattito etico riguardo l’applicazione del CRISPR e ha segnalato che nella sua applicazione in fase sperimentale presenta dilemmi sociali e legali. In tal senso, ha ricordato che la ricerca realizzata con embrioni pubblicata quest’estate non sarebbe stata possibile in Spagna, né nella quasi totalità d’Europa, dove non è permesso fare ricerca con embrioni creati espressamente per la ricerca.

“Bisogna migliorare l’efficacia del CRISPR, applicarlo con regolarità e tenere presente le alternative che già funzionano”, ha affermato. In questo senso, Vassena ha sottolineato che nel caso degli embrioni esiste già da 20 anni la diagnosi genetica preimpianto, che serve per rilevare malattie genetiche in un embrione e poter così selezionare gli embrioni che daranno luogo a una gravidanza sana.

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