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In Spagna la donazione di ovuli è un’attività perfettamente regolata e strettamente controllata

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Nonostante le affermazioni di alcuni media internazionali, la crisi non ha fatto andare alle stelle la donazione di ovuli.

Lab_Eugin

Un articolo della rivista tedesca “Der Spiegel”, in cui si descrivono le esperienze delle donatrici di ovuli, ha suscitato sorpresa nel settore della riproduzione assistita in Spagna. Sebbene la situazione descritta dalla pubblicazione non rispecchi la realtà, bensì casi eccezionali, alcuni esperti della clinica Eugin hanno manifestato la loro preoccupazione a tal riguardo.

I professionisti di questa clinica di riproduzione assistita desiderano sradicare qualsiasi dubbio su un ipotetico sfruttamento delle donatrici di ovuli. Affermano che la legislazione spagnola è una delle più avanzate in Europa.

Modello di qualità e sicurezza in materia di donazione

La Spagna disciplina e controlla la donazione di ovuli da 25 anni, dal 1988, diventando uno dei primi paesi ad avere una legislazione su questa materia nonché il leader mondiale nella donazione di organi negli ultimi 20 anni.

Di fatto gode di leggi sulla donazione e sulla riproduzione assistita chiare e trasparenti che disciplinano perfettamente l’attività medica in questo campo. In questo paese la donazione viene realizzata seguendo linee guida mediche, etiche e legali precise e rigorose e con risultati al di sopra della media europea, motivo per cui molti pazienti di tutto il mondo confidano nel loro lavoro per realizzare il proprio desiderio di diventare genitori.

La richiesta di donatrici dipende dal numero di pazienti

Di fronte alla polemica suscitata, la direttrice della clinica Eugin, Valérie Vernaeve, avverte che “è importante capire che il numero delle donazioni dipende solo ed esclusivamente dalla richiesta da parte delle pazienti”.

Non si può pertanto affermare che la crisi abbia portato alle stelle il numero di donatrici in Spagna. I dati della clinica vanno in questa direzione, poiché il 59,6% del totale delle donatrici ha un’occupazione, rispetto al solo 23,8% che sono disoccupate, cifra che è ben al di sotto del tasso di disoccupazione attuale in questa fascia di età.

Infografia: Come selezioniamo le nostre donantrici?

 

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