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La lunghezza dei telomeri dello sperma non condiziona la fertilità maschile

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Una ricerca della clinica Eugin conclude che la lunghezza delle estremità dei cromosomi non è un biomarcatore rilevante della qualità degli spermatozoi in uomini normozoospermici  

La longitud de los telómeros del esperma no condiciona la fertilidad masculina

I telomeri –le strutture nucleoproteiche situate nelle estremità dei cromosomi- sono oggetto di molteplici studi che analizzano la loro importanza in processi cellulari come l’invecchiamento, il cancro o la fertilità.

Nel caso della fertilità, la lunghezza dei telomeri delle cellule spermatiche è stato proposto come un possibile biomarcatore della qualità del seme, poiché le sue variazioni vengono associate a parametri alterati dello sperma, a un incremento della frammentazione del DNA, a una scarsa qualità dell’embrione e, finalmente, a dei tassi di gravidanza più bassi. Tuttavia, uno studio realizzato nel laboratorio della clinica Eugin, leader in riproduzione assistita, è servito a mettere in dubbio questa ipotesi.

I ricercatori di Eugin, nello studio più ampio realizzato fino ad oggi e che ha analizzato circa 700 trattamenti, hanno concluso che la lunghezza dei telomeri dello sperma nella formazione dell’embrione non ha un effetto statisticamente significativo (p>0.05) sulla qualità dell’embrione o sui tassi di gravidanza clinica, evolutiva e di bambino nato. In definitiva: sul successo delle tecniche di riproduzione assistita.

Come sottolinea uno degli autori, Marc Torra-Massana, l’importanza dello studio di Eugin sta nel fatto che, diversamente da altri studi precedenti, “abbiamo separato il fattore della lunghezza dei telomeri da altre variabili che condizionano i risultati della tecnica di riproduzione assistita in una coppia, collegate alle caratteristiche della donna”. “Ciò è stato possibile perché invece di analizzare cicli in cui intervengono gameti dei due membri della coppia, il gamete maschile proveniva da un donatore di sperma”, spiega la Dott.ssa Montserrat Barragán, coautrice dello studio e responsabile del laboratorio di ricerca di base di cui Eugin dispone presso il Parc Científic dell’Università di Barcellona (PCB).

Ciononostante, Barragán segnala che bisognerebbe continuare ad ampliare lo studio con campioni di diverse diagnosi, poiché in questo studio sono stati utilizzati solamente campioni di uomini normozoospermici, con una qualità del seme ottima.

Congresso Asebir

I risultati dello studio, che è stato portato a termine presso il laboratorio di Eugin nel Parc Científic dell’Università di Barcellona, sono stati presentati al IX Congresso Asebir (Associazione per lo Studio della Biologia della Riproduzione), tenutosi a Madrid dal 15 al 17 novembre. Più di 500 professionisti, nazionali e internazionali, hanno assistito a questo incontro durante il quale si sono presentati, discussi e analizzati gli ultimi progressi in Embriologia, Genetica, Andrologia e Criobiologia.

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