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Notizie sulla riproduzione assistita: come interpretarle

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Articolo di Kate Brian, giornalista e autrice di 4 libri su maternità e fertilità

Notizie sulla riproduzione assistita

Oggi sui mezzi di comunicazione c’è un flusso costante di notizie sulla riproduzione assistita, notizie che parlano delle nuove tecniche o ricerche e ne affermano il potenziale per aumentare le probabilità di gravidanza. Come paziente di riproduzione assistita, può essere difficile evitare di crearsi false speranze quando il titolo di una notizia suggerisce che un nuovo trattamento potrebbe renderle più facile avere il Suo desiderato bambino, tuttavia, le cose non sono sempre così come sembrano.

Relazione tra la ricerca e la Sua fertilità

Molti degli studi che appaiono sui mezzi di comunicazione si trovano ancora nei primi stadi della ricerca, e può anche essere che le tecniche siano state provate solo su pochi pazienti… o addirittura su poche cavie! Questi dettagli di solito non appaiono esplicitamente nelle notizie, sebbene a volte si includa una nota finale alla notizia che spiega che saranno necessarie altre ricerche prima che la tecnica sia ampiamente disponibile.
Questo tipo di trattamento, inoltre, non verrà offerto in un futuro prossimo dalla clinica di riproduzione assistita più vicina a Lei, perché ancora non esiste evidenza per dire che quella ricerca è sicura e affidabile, o che davvero funziona correttamente.

È rilevante per Lei?

Non tutti i trattamenti sono adatti per tutte le pazienti. Può darsi che legga qualcosa su una tecnica in particolare o su un nuovo metodo che incrementerà i tassi di successo di un trattamento di riproduzione assistita, e che non sia spiegato chiaramente che lo stesso sarà rilevante solo per un concreto gruppo di pazienti. Potrebbe trattarsi, per esempio, di qualcosa che può aiutare solo pazienti con sindrome da ovaio policistico, e che invece ha poca importanza per donne con altri problemi di fertilità.

Quando si parla di nuove ricerche in materia di riproduzione assistita, spesso non si dice che le stesse non sono così utili per donne che non hanno una buona riserva di ovuli nelle loro ovaie (riserva ovarica). Questo è di solito il caso di donne meno giovani, poiché la riserva ovarica diminuisce con l’età. Oggi, non esistono ancora trattamenti che possano far retrocedere l’orologio biologico, per cui può darsi che un nuovo metodo che annuncia un enorme incremento dei tassi di successo nei trattamenti di fecondazione in vitro non abbia lo stesso impatto sulle probabilità di successo di una donna se la stessa ha una bassa riserva ovarica.

Solo notizie positive

Di solito ai ricercatori interessa promuovere le loro nuove tecniche, e per questo vogliono focalizzarsi sulle buone notizie, in modo che i giornalisti che scrivono sul loro lavoro li trovino attraenti. Così, una donna incinta può diventare il “primo successo” di un nuovo trattamento, quando in realtà quello che stiamo leggendo è che solo una persona è rimasta incinta grazie a quella nuova tecnica.

Quando nelle notizie si parla di nuove ricerche, può essere tentatore andare immediatamente in clinica e chiedere di farsi trattare con quelle nuove tecniche. Tuttavia, guidata dal professionista che La sta trattando, saprà che quella nuova tecnica non è ancora disponibile nella Sua clinica o che non è adeguata per Lei, e allora si sentirà delusa.
Tenga presente che gli specialisti in riproduzione assistita sono consapevoli dei progressi che si producono in quest’area, e vorranno sempre poter offrire alle loro pazienti gli ultimi trattamenti. Tuttavia, per questi professionisti è molto più importante poter offrire alle loro pazienti medicina basata su evidenze scientifiche, in cui la ricerca abbia dimostrato che si tratta di qualcosa di sicuro e allo stesso tempo efficace.

Il Suo specialista conosce tutti i dettagli della Sua situazione personale e sa cosa è meglio per Lei. Lei, da parte Sua, dovrebbe lasciarsi guidare sempre dall’équipe di professionisti che La sta trattando, e non dai titoli dei giornali o della televisione riguardanti la riproduzione assistita.

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