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Raccontarglielo presto

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Articolo di Kate Brian, giornalista e autrice di 4 libri su maternità e fertilità

Raccontarglielo presto

 

Sapere come e quando parlare ai figli del concepimento può essere un tema difficile per quei genitori che hanno seguito un trattamento di riproduzione assistita per formare una famiglia. Nel caso di aver fatto ricorso a donatrici di ovuli o a donatori di sperma, o di aver realizzato una fecondazione in vitro, può darsi che Lei sia preoccupata su come iniziare a spiegare un tema così complesso a un bambino piccolo, ma nella maggior parte dei casi, raccontarlo presto è molto meno difficile di quello che i genitori si erano immaginati.

Le Sue proprie esperienze

Quello che Lei sente, come padre o madre, riguardo al concepimento di Suo figlio, è spesso legato ai Suoi sentimenti riguardanti i Suoi problema di fertilità. Vivere un trattamento può essere stata un’esperienza molesta e dolorosa, e può essere che continui a esserci una sensazione persistente di stigma legata al fatto di non poter concepire in modo naturale. Può essere che non voglia pensare a questo una volta superato, e la prospettiva di raccontarlo a Suo figlio può far riaffiorare ricordi che preferirebbe dimenticare. Tenga presente che l’infelicità associata al trattamento è solo Sua, e che dal punto di vista di Suo figlio, quello che gli racconterà sarà una storia con un risultato positivo.

Da dove comincio?

Le madri e i padri spesso credono che il loro figlio sia troppo piccolo per capire il concepimento attraverso la riproduzione assistita, e sentono che raccontarglielo comporterà inevitabilmente il dover dare dettagli su sesso e riproduzione che preferirebbero non dover trattare a un’età così precoce. In realtà, raccontare a un bambino che “un dottore aiutò la mamma e il papà ad avere un figlio unendo i loro semini”, o “utilizzando i semini di un gentile donatore”… può essere un concetto molto più facile da capire per lui che la riproduzione “naturale”!

Un’altra preoccupazione che possono avere i genitori a proposito di raccontarlo è che questo possa avere un impatto nel modo in cui il loro figlio verrà trattato; che a causa di questo possa venire isolato. Oggi, il concepimento attraverso riproduzione assistita e i trattamenti con donazione sono molto abituali, e i punti di vista stanno cambiando rapidamente. Trent’anni fa, essere un bambino concepito grazie alla riproduzione assistita era qualcosa di strano, ma oggi la maggior parte delle persone conosce qualcuno che ha fatto ricorso a questa o a un donatore, ed essere concepito così non è più qualcosa fuori dal normale o una stranezza.

Quanto presto posso raccontarlo?

L’unico problema di stabilire un’età cui raccontarglielo, sedervi insieme e parlarne, è che vostro figlio penserà che c’è qualcosa che non va, ed è più probabile che si renda conto dell’ansia che provate nel doverglielo spiegare. Non c’è nessuna ragione per non parlare di questo fin dalla sua nascita, raccontando a vostro figlio che è speciale e quanto fu desiderato, prima che abbia il linguaggio sufficiente per capire quello che gli si sta dicendo. Man mano che cresca, la forma in cui gli racconterete la storia si svilupperà e sarà più dettagliata.

Se avete utilizzato ovuli o sperma di donatore la storia può sembrare più difficile da spiegare ma, in realtà, una semplice spiegazione sulla “gentile donna” o “il gentile uomo” che ha dato i suoi semini per aiutarvi ad avere il vostro tanto desiderato figlio, si può raccontare fin dalla sua nascita e quindi ampliarsi man mano che il bambino diventa più consapevole.

Un bambino desiderato

Naturalmente, in che momento decida di raccontarlo a Suo figlio è una decisione personale, ma il vantaggio di farlo presto è che sarà qualcosa che lui vedrà sempre come una parte in più di sé. Quando i genitori posticipano il momento di dirlo fino a che il bambino è un adolescente o anche un adulto può prodursi una situazione difficile: il giovane può pensare che ci sia stato un segreto importante nella sua famiglia di cui lui è stato mantenuto all’oscuro.

Quello che davvero importa a qualsiasi bambino è sentirsi amato e desiderato, e sapere che i tuoi genitori hanno fatto tutto il possibile per averti o che ti spieghino quanto felici erano quando hanno saputo che stavi per arrivare può essere un’esperienza davvero riaffermante e positiva.

Risorse

  • L’organizzazione di famiglie The Donor Conception Network ha pubblicato il libro Telling and Talking (disponibile in inglese) per genitori di bambini concepiti con donazione, di età tra 0 e 7 anni.
  • Questa stessa organizzazione offre il film A different story…, con testimonianze di persone concepite attraverso la riproduzione assistita e donazione, spiegando quello che questo significa per loro.
  • La Clinica Eugin offre ai suoi pazienti il libro illustrato Il mistero dei semini di bambino, un libro molto ben scritto che spiega, in un linguaggio che un bambino può capire, le diverse forme che esistono di essere concepiti.

 

Kate Brian
Scrittrice e giornalista

Kate Brian è giornalista, scrittrice e autrice di quattro libri sulla maternità e l’infertilità, tra cui The Complete Guide to IVF. Kate inizia a scrivere sull’infertilità dal punto di vista delle pazienti dopo aver seguito lei stessa un trattamento di fecondazione in vitro.
Attualmente Kate collabora con vari media in qualità di esperta di fertilità e scrive il proprio blog in cui apporta le ultime notizie e i punti di vista su tematiche associate alla fertilità, nonché consigli utili e risorse per chi sta cercando di avere un figlio.

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