Sobre nosotros

Home > Aspetti Emozionali > Ricevere appoggio psicologico mi può essere d’aiuto?

Ricevere appoggio psicologico mi può essere d’aiuto?

463
0

Cercare appoggio durante il trattamento è un segnale che si sta agendo attivamente per cercare di aiutare se stesse

Ricevere appoggio psicologico mi può essere d’aiuto?

 

Seguire un trattamento di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) mette alla prova, e se non si sta bene o si è confuse, risulta difficile sapere a chi rivolgersi in cerca di aiuto. Sono sempre di più le donne che, alle prese con un trattamento, utilizzano internet, dove possono parlare da tu a tu con altre persone sulle loro paure e preoccupazioni. Questo tipo di appoggio reciproco va bene, ma quando ciò di cui si tratta è di mettere in pratica certe strategie e avere una visione più ampia dell’intero processo, l’aiuto di un professionista qualificato può essere molto utile.

Resistenza a cercare aiuto professionale

A volte le pazienti sono restie a cercare l’aiuto di professionisti come psicologi o terapeuti nella loro clinica di riproduzione assistita, forse perché hanno paura di dare l’impressione di non saper gestire le incertezze che possono sorgere e che questo verrà comunicato ai medici. Di fatto, cercare appoggio non è un segnale che non si sta affrontando la situazione, ma piuttosto un segno che si sta agendo attivamente per cercare di aiutare se stesse durante il trattamento.
È importante che Lei capisca che questo appoggio del team di psicologi è confidenziale e che quello che trattate in ogni sessione rimarrà tra Lei e la psicologa. Se la psicologa ritiene opportuno che il resto dell’équipe medica sia messo al corrente di qualche circostanza, prima di qualsiasi contatto con gli specialisti, ne parlerà con Lei.

Non fa per me

Se ha già seguito qualche terapia nel passato, Le farà piacere sapere che ci sono psicologi specializzati nel campo della fertilità che possono esserle di grande aiuto. Per alcune donne, la sola idea di ricevere accompagnamento psicologico è già difficile da accettare: sentono che potrebbe essere un’intrusione o rivelarsi troppo personale, e arrivano alla conclusione di non volere nessun aiuto professionale. Può darsi che Lei senta di contare sull’appoggio totale del partner, degli amici e della famiglia, e che non abbia bisogno di parlare con altre persone. Questo può essere così all’inizio del trattamento.

Tuttavia, a volte, donne che si sentivano completamente appoggiate si sono rese conto che avevano bisogno di maggior aiuto quando erano già a metà del processo. Se all’improvviso il cammino inizia a essere in salita, è conveniente che ci ripensi e chieda di vedere una psicologa. Parlare con qualcuno che non è implicato personalmente nella Sua situazione e che ha tempo di sedersi e ascoltare quello che abbia da dire può essere molto utile.

Che cosa succederà dopo?

Ci sono persone cui la terapia provoca rifiuto perché hanno paura di sentirsi forzate, in un modo o nell’altro, a trattare temi o emozioni che hanno mantenuto gelosamente nascosti durante la loro vita adulta. Si ricordi che è Lei a decidere fino a dove arrivare in ogni sessione e che la psicologa può darle consigli utili per gestire i Suoi sentimenti ed emozioni.

Se segue il trattamento con il partner, la cosa più frequente è che la psicologa cerchi di parlare prima con entrambi, sebbene non sempre sia possibile poiché alcuni uomini si mostrano più reticenti a quest’idea. In un caso del genere, niente di grave, è sufficiente che uno dei due desideri provare a vedere se l’appoggio psicologico può essere d’aiuto. Quello che succeda durante le sessioni rimane tre Lei e la psicologa, ma lavorerete insieme per cercare di trovare vie che Le rendano la Sua situazione più sopportabile.

Sebbene non sia sicura dei risultati che può ottenere, varrebbe la pena che almeno dedicasse una sessione a parlare con un professionista. Se poi decide che non fa per Lei, va bene, nessun problema, ma magari scopre che l’appoggio psicologico può farla sentire meglio durante l’intero trattamento.

 

Kate Brian
Scrittrice e giornalista

Kate Brian è giornalista, scrittrice e autrice di quattro libri sulla maternità e l’infertilità, tra cui The Complete Guide to IVF. Kate inizia a scrivere sull’infertilità dal punto di vista delle pazienti dopo aver seguito lei stessa un trattamento di fecondazione in vitro.
Attualmente Kate collabora con vari media in qualità di esperta di fertilità e scrive il proprio blog in cui apporta le ultime notizie e i punti di vista su tematiche associate alla fertilità, nonché consigli utili e risorse per chi sta cercando di avere un figlio.

 

Si è trovata in una situazione simile? Condivida con noi la Sua esperienza! Può seguirci anche sulle nostre reti sociali.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Lascia un commento

Messaggi consigliati

Start typing and press Enter to search