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“Sono orgoglioso di essere nato grazie alla riproduzione assistita: significa che i miei genitori mi hanno desiderato così tanto da fare tutto il possibile perché io nascessi”

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Il diciasettenne Alfred Davies, concepito grazie alla fecondazione in vitro, ci racconta la sua esperienza personale con la riproduzione assistita

Sono concepito attraverso la riproduzione assistita

“Ho sempre saputo di essere stato un bambino concepito attraverso la riproduzione assistita. Non ricordo di non averlo saputo, è semplicemente una parte di me.

So che alla gente può tormentare il fatto di raccontare ai suoi figli come sono stati concepiti, ma a me non ha mai spaventato spiegarlo ai miei amici, professori, o a qualsiasi persona che io possa incontrare. Non è qualcosa che io abbia sempre in mente e di cui parli tutto il tempo, ma se si dà il caso, non mi preoccupa il fatto di dover parlarne.

Tra l’altro, questo tema può portare a domande divertenti, come quella volta in cui raccontai ai miei amici della scuola elementare che ero stato un bambino concepito per riproduzione assistita, e qualcuno della classe mi chiese: “vuol dire che hai superpoteri?”. Guardando indietro, credo che sia stata un’opportunità persa: potrei aver passato gli anni delle elementari facendo finta di poter congelare il tempo o viaggiare al passato!

Un’altra occasione memorabile fu quando parlammo di riproduzione assistita durante l’ora di scienze, a scuola. Commentai in classe che io stesso ero stato un bambino concepito attraverso la fecondazione in vitro, e ne parlammo durante la lezione. Qualche tempo dopo, mi sorprese scoprire che la professoressa aveva chiamato mia mamma per sapere se le sembrava opportuno che io avessi raccontato in classe di essere stato concepito con la riproduzione assistita. Non capii che si potesse trattare di qualcosa di così trascendente.

Per me non significa niente di così importante, perché oggi la riproduzione assistita è qualcosa di molto comune. Io non conosco nessuno della mia età che sia stato concepito come me, ma quando mia sorella era piccola, nella sua classe c’erano già quattro bambini frutto della fecondazione in vitro. Sempre più persone ricorrono a questa tecnica per avere bambini, e non è qualcosa fuori dal comune.

La maggior parte dei miei amici sa che i miei genitori hanno fatto ricorso alla riproduzione assistita per avermi, ma non è qualcosa di cui parliamo abitualmente o che ha avuto un impatto su chi sono o su come mi vedono loro.

Quello che sto cercando di dire è che, sebbene sia comprensibile che ai genitori preoccupi il fatto di raccontare ai loro figli che sono stati concepiti in un altro modo, non c’è motivo perché sia così. Ho sempre considerato questo tema come qualcosa di cui essere orgoglioso. Significa che i miei genitori mi desideravano così tanto che furono disposti a fare tutto il possibile perché io nascessi, e questo è qualcosa di cui nessun bambino dovrebbe vergognarsi”.

Alfred Davies

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