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Storia di Riproduzione Assistita. Testimonianza raccolta da Frédérique Vincent

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“Che ci credano! Che lottino fino alla fine e che abbiano fiducia nei medici e nella loro équipe”

Historia de Reproducción Asistida. Testimonio recogido por Frédérique Vincent

Quanti anni hai? Potresti presentarti?

Mi chiamo Charlène, ho 37 anni e una figlia, nata grazie a una FIV dopo 5 anni di attesa. Il suo papà ha 43 anni. Lui ha un altro figlio di 11 anni, nato da una relazione precedente.

Che cosa si prova quando la gravidanza non arriva?

Ci si sente inutili… e sole, tremendamente sole… diverse. È stato un periodo molto difficile per me, e continua ad essere un ricordo molto brutto…

In quei momenti, hai mai pensato di lasciare tuo marito?

Sì! Più di una volta… e, di fatto, sono arrivata a farlo! Mi sentivo davvero male per il fatto di non potergli dare un figlio… rompendo la relazione, volevo ridargli la sua libertà e la sua allegria di vivere… Fece di tutto e di più perché tornassi con lui… Mi ha dimostrato più di una volta che nonostante tutto mi amava…

In quale momento ti sei resa conto che c’era qualcosa che non andava per il verso giusto?

In realtà non ci ho messo tanto ad avere la sensazione che ci fosse qualcosa che non andava per il verso giusto. Non potevo spiegare il perché, ma dopo un anno di tentativi, avevo iniziato a pensarci. Mi rivolsi a un medico dopo 18 mesi. Mi realizzarono tutti gli esami normali e prescrissero anche uno spermiogramma a mio marito, che diede risultato positivo…

Che cos’hai provato quando ti hanno comunicato la diagnosi?

Una grande incredulità. Lui aveva un figlio! Quindi, voleva dire che non eravamo compatibili? Piansi molto, ma rimanemmo uniti promettendoci di non rompere la relazione per questo… Sentivo di avere la forza per lottare. Continuammo a provare ad avere un bambino in modo naturale per due anni, nel frattempo ci sposammo, e poi tornammo dal medico.

Che cosa è successo dopo?

Ci proposero un’inseminazione artificiale coniugale (IAC). Ne facemmo quattro di seguito, dopodiché, visti i risultati negativi, l’équipe medica ci propose una FIV.

Hai avuto bisogno di un periodo di riflessione prima di iniziare il processo di FIV? Hai avuto paura?

Sì! Ho riflettuto… diciamo… mezza giornata… Quello che mi faceva paura era non avere figli con l’uomo che amavo. Volevo formare una famiglia, per cui non ho dovuto riflettere molto. Se bisognava fare una FIV, avremmo fatto una FIV; la cosa importante non era come venisse concepito questo bambino, bensì il desiderio comune che avevamo di vederlo nascere e crescere…

Com’è stato il trattamento?

Non andò benissimo… La prima FIV non ha funzionato… È stato un vero e proprio dramma… Pensavo di aver perso tutto… Ma rapidamente mi rialzai, recuperai le forze e l’energia e in pochissimo tempo ero pronta per un secondo tentativo.

Chi ti ha appoggiato durante questa prova?

Prima di tutti, mio marito, che mi ha saputo sostenere prendendosi il tempo di ascoltarmi e di asciugarmi le lacrime. Andai anche da uno psicoterapeuta, riuscendo a dare un nome ai miei mali cosa che per me significò un vero e proprie respiro.

Qual è stata la tua reazione quando hai visto che la seconda FIV aveva funzionato?

Sembra strano dirlo, ma non riuscivo a crederci! Ci eravamo detti che era ancora lo stesso brutto sogno che avevamo vissuto già venti volte, e che ci saremmo svegliati… Ma quando i giorni passano e noti come il tuo corpo cambia, allora inizi a crederci davvero, anche se è duro e lungo. Per molto tempo rimasi incredula, in allerta costante, per proteggermi da una brutta notizia… Fino alla prima ecografia, allora l’emozione è stata forte, fortissima, e piansi tanto… Mi sfogai: tutti questi anni di attesa, di aspettative, di speranza…

Che cosa vorresti dire alle coppie che ricorrono alla Riproduzione Assistita?

Che ci credano! Che lottino fino alla fine e che abbiano fiducia nei medici e nella loro équipe, perché quello che li attende alla fine del processo vale tutti i sacrifici e tutte le lacrime versate; dopo, c’è un’intera vita di felicità… Quando terrete vostro figlio tra le braccia, vi dimenticherete rapidamente di com’è stato concepirlo… La cosa importante è che lui è lì, nella vostra vita, e vederlo crescere giorno dopo giorno è la miglior ricompensa che ci sia…

Frédérique Vincent
Dopo aver terminato gli studi, Frédérique Vincent fa la valigia e va in Inghilterra. Lì conosce il suo futuro marito. Si sposano nel 2008. I mesi e gli anni passano molto veloci senza che arrivi una gravidanza. All’inizio non importa: sono molto occupati con il loro tempo libero, lo sport e i viaggi. Poi però, il desiderio di avere un figlio diventa un’ossessione. Quando inizia il trattamento di fertilità, decide di iniziare a scrivere il suo diario di donna infertile. Molto velocemente, le persone a lei vicine la incitano a continuare a dare la sua testimonianza… Oggi è madre di tre bambini e autrice di La promesse du mois, libro testimonianza dell’infertilità.

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