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Trasferire uno o due embrioni: da che cosa dipende?

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In un trattamento di fecondazione in vitro, il trasferimento di più di un embrione si basa sul criterio medico e sull’età della donna

Trasferire uno o due embrioni: da che cosa dipende?

Il trasferimento embrionario è l’ultimo passaggio in un trattamento di fecondazione in vitro. Una volta inseminati gli ovuli nel laboratorio e generati gli embrioni, arriva il momento di introdurli nell’utero della futura mamma. Giunti a questo punto, e in caso di disporre di più di un embrione adatto ad essere trasferito, a molte donne può assalire un dubbio: “Che cosa è meglio, trasferire un embrione o due?”.

Fino a tre embrioni

In base alla legge, in Spagna è possibile trasferire fino a tre embrioni durante un trattamento di fecondazione in vitro. Tuttavia, di solito quest’opzione si consiglia solo a donne di più di 40 anni, che realizzano una fecondazione in vitro con i loro propri ovuli. In questi casi, i loro ovuli hanno una qualità inferiore, per cui le possibilità di una gravidanza multipla –considerata a rischio, sia per la mamma sia per il bambino– sono molto remote.

La decisione dipenderà dal criterio medico, che si baserà principalmente sull’età della donna. Quando l’équipe medica propone alla futura mamma di trasferire più di un embrione, quello che cerca è di aumentare le sue possibilità di ottenere la gravidanza, e mai la possibilità di ottenere una gestazione gemellare.
Come spiega la Dott.ssa María Jesús López, specialista in riproduzione assistita della Clinica Eugin, “tutte le gravidanze comportano certi rischi, ma in quelle gemellari i rischi aumentano, per cui ogni caso deve essere valutato prima del trasferimento embrionario”.

Sebbene attualmente il controllo di una gravidanza di gemelli sia pienamente fattibile dal punto di vista medico, la Dott.ssa López segnala che “l’ideale continua ad essere una gravidanza unica”. “In ogni caso —puntualizza—una volta vista la cartella clinica della donna, il medico consiglierà il numero di embrioni da trasferire secondo il suo caso”. Se non c’è nessuna controindicazione medica per la gestazione gemellare, la donna deciderà, insieme all’eventuale partner, se trasferire uno o più embrioni.

L’età, il fattore chiave

Non bisogna dimenticare che in un trattamento di riproduzione assistita, le probabilità di successo non dipendono unicamente dalla quantità di embrioni che si trasferiscono, bensì principalmente dalla qualità degli ovuli. Nel caso in cui si realizzi il trattamento con i propri ovuli, l’età della donna sarà un fattore decisivo per il risultato.

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